Pubblicato il 22/05/2025

Invader: Street Art, Mosaici Iconici e Quotazioni Record

Invader è tra gli street artist più iconici e richiesti: scopri aste, edizioni rare, Rubikcubism e accesso frazionato alle sue opere con Collecto.

Invader: Street Art, Mosaici Iconici e Quotazioni Record

Invader: il pixel ribelle che ha conquistato le città e le aste

Invader è uno degli artisti più misteriosi, innovativi e influenti della street art contemporanea. Anonimo, francese, attivo dal 1998, è diventato celebre per i suoi mosaici in ceramica ispirati al videogioco Space Invaders, installati in oltre 85 città del mondo – e persino sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il suo progetto globale, Space Invaders, fonde arte, gioco e urbanismo, trasformando lo spazio pubblico in una piattaforma creativa. Collezionare Invader oggi significa partecipare a un fenomeno culturale globale, digitale e in costante crescita.


Un’estetica unica, tra pixel e mosaico

Le opere di Invader sono realizzate con piastrelle in ceramica, ogni tassello rappresenta un pixel. Il suo lavoro è un ponte tra l’arte classica e il linguaggio digitale, tra la cultura underground e l’iconografia pop. I soggetti spaziano da alieni e videogiochi a reinterpretazioni di icone della cultura contemporanea come SpongeBob, Mickey Mouse, David Bowie, Lichtenstein o Warhol.

Invader ha sviluppato veri e propri “movimenti” paralleli: Rubikcubism, serie in cui riproduce opere e volti celebri utilizzando esclusivamente cubi di Rubik; gli Invasion Kits, opere numerate e firmate che permettono ai collezionisti di “invadere” nuovi spazi con l’artista; le sue guide cartacee e mappe, oggi anch’esse oggetti da collezione, che catalogano ogni mosaico installato nel mondo.


Un mercato in forte crescita

Il mercato delle opere su carta e delle ceramiche firmate di Invader sta registrando un incremento costante. Dal 2014 al 2024, l’indice dei suoi multipli ha registrato un +49%, a fronte dello 0,8% del FTSE 100 nello stesso periodo. I suoi lavori su carta vengono venduti in media al +29% sopra la stima. Il fatturato 2024 delle sue stampe in asta ha superato i 321.000 euro.

Alcuni esempi di ritorni ottenuti dai clienti Maddox su edizioni rare includono Alias LDN-01 (1999) con un +30%, Aladdin Sane Blinky (2014) con +27%, e Prisoners (2007). Il potenziale di crescita è rafforzato dalla scarsità: molte edizioni limitate sono già sold out e sempre più difficili da reperire nel mercato secondario.


Mostre e visibilità internazionale

Invader ha esposto in gallerie e istituzioni in tutto il mondo. Tra le mostre recenti si segnalano: Invader Space Station (Parigi, 2024), Camouflages & Devils Tower (Los Angeles, 2023), 4000 (Parigi, 2022), POI – Points of Invasions (New York, 2021). La mostra Invader Space Station è stata la più grande mai realizzata, con oltre 3.500 metri quadri, nove piani di opere e una terrazza panoramica dotata di telescopi puntati verso i suoi mosaici installati sui tetti della città.

Il progetto World Invasion è oggi un fenomeno culturale globale, con oltre 4.283 mosaici registrati in 85 Paesi. Ogni nuova installazione è accompagnata da buzz mediatico, contenuti virali e post sui social seguiti da oltre 730.000 follower.

Invader unisce street art, cultura digitale e rarità. Le sue opere sono fisiche, ma nascono da un immaginario virtuale. La sua identità nascosta, l’unicità dei materiali e il carattere ludico della sua produzione lo rendono un artista immediatamente riconoscibile e sempre più ambito.

Il suo pubblico è trasversale: collezionisti di arte urbana, appassionati di videogiochi, investitori e musei lo seguono da anni. Il successo delle pubblicazioni come 4000 – The Complete Guide to the Space Invaders o Invader in conversation with Hans Ulrich Obrist ne ha rafforzato lo status culturale. A tutto ciò si aggiunge la forza del suo canale social, che continua ad alimentare visibilità e domanda.

Collezionare Invader oggi significa credere in un’arte che sa giocare, sorprendere e trasformare il quotidiano in icona. Con Collecto puoi accedere in forma frazionata alle sue opere più rappresentative, unendo l’estetica della strada alla visione strategica del collezionismo del futuro.



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