Da Sotheby’s New York la collezione dell’architetto Robert A.M. Stern ha realizzato 8,7 milioni: il Warhol «Flowers» è andato per 6,34 milioni di dollari.
Il 7 ottobre 2026 Sotheby's ha chiuso a New York la sessione live di «Contemporary Curated», la vendita dedicata a un'ampia selezione di arte contemporanea e caratterizzata da fasce di prezzo più varie rispetto alle major evening sales, con al suo interno un capitolo riservato alla collezione personale dell'architetto Robert A.M. Stern, morto lo scorso novembre a 86 anni. Il lotto guida della collezione, un dipinto serigrafico di Andy Warhol della serie «Flowers» del 1964, stimato 2,5-3,5 milioni di dollari, è stato aggiudicato per 6,34 milioni di dollari, il 153% in più della stima minima: un risultato che mostra quanto provenienza, qualità delle opere e storia di una collezione costruita direttamente nella New York degli anni Sessanta possano incidere sull'interesse in asta.
I numeri della vendita
La parte dedicata a Stern ha totalizzato 8,7 milioni di dollari, superando la stima alta di 5,5 milioni, con il 90% dei lotti venduti. L'intera sessione «Contemporary Curated», che comprendeva anche opere di altri proprietari, ha chiuso a 38,62 milioni di dollari — il totale più alto mai raggiunto da questa serie di vendite di Sotheby's — su una stima compresa fra 30,19 e 43,06 milioni di dollari, con 125 lotti venduti sui 157 annunciati, pari all'80%. Oltre al Warhol, la collezione di Stern comprendeva un dipinto di Roy Lichtenstein del 1965, «Sunrise», stimato fra 500.000 e 700.000 dollari, un'opera senza titolo di John Chamberlain nella stessa fascia di stima, e «Light Neutral Curved Area» di Robert Mangold, stimato fra 200.000 e 300.000 dollari.
«Contemporary Curated» è la vendita che Sotheby's dedica da anni a un ingresso più accessibile al collezionismo di arte contemporanea rispetto alle serate serali, mescolando spesso un capitolo dedicato a un singolo collezionista con lotti scelti da altri consignatari: in questa edizione comparivano anche opere selezionate dal cestista Karl-Anthony Towns e dalla modella Jordyn Woods, estranee alla collezione di Stern.
Un collezionista, non un mercante
Stern aveva fondato nel 1977 lo studio Robert A.M. Stern Architects e guidato la Yale School of Architecture come preside dal 1998 al 2016, firmando edifici che vanno dai grattacieli newyorkesi ai campus universitari. Aveva anche co-curato una serie in sei volumi sulla storia architettonica di New York, l'ultimo dei quali, «New York 2020», pubblicato di recente, e il suo lavoro di progettista è conservato nelle collezioni permanenti del Museum of Modern Art, del Metropolitan Museum of Art, del Deutsches Architekturmuseum, del Centre Pompidou, del Denver Art Museum e dell'Art Institute of Chicago.
Molte opere erano rimaste per decenni nella collezione privata di Stern e non erano tornate sul mercato, pur essendo note alla letteratura e, in alcuni casi, già esposte pubblicamente. Stern aveva iniziato a costruire la collezione fra gli anni Sessanta e Settanta, acquistando anche da gallerie storiche come quelle di Leo Castelli e di Kornblee, e seguendo un filo preciso: il Minimalismo, il Post-Minimalismo e i protagonisti della Pop Art, scelti quando erano ancora figure emergenti della scena newyorkese e non nomi già consacrati nei musei. È una collezione nata da un gusto personale coltivato fuori dal suo mestiere, non da un piano sistematico di raccolta.
Cosa guardare nella stessa sessione
Nella stessa sessione, al di fuori della collezione Stern, un altro risultato va nella stessa direzione: un dipinto di Helen Frankenthaler del 1974, «Return and Exit», stimato 1,5-2 milioni di dollari, ha realizzato circa 3 milioni, il doppio della stima minima. Alcuni dei risultati più forti della sessione hanno superato nettamente le stime pre-asta, soprattutto per opere con provenienza e storia espositiva particolarmente solide: una lettura prudente, limitata a questa singola sessione, più che un giudizio sull'andamento generale del mercato dell'arte contemporanea.
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Una collezione privata, costruita con criterio nell'arco di due decenni, può diventare un capitolo intero di un'asta quarant'anni dopo.
Quando una collezione ha una storia, il valore non è solo nei singoli lotti
Casi come quello della collezione di Robert A.M. Stern mostrano come un criterio di scelta coerente, portato avanti per anni, possa pesare più della somma delle singole opere. Su Collecto puoi diventare comproprietario di opere d’arte e altri beni da collezione a partire da 50€, acquistandone una quota direttamente dall’app.
Domande frequenti sulla collezione di Robert A.M. Stern
Quando si è tenuta l’asta della collezione di Robert A.M. Stern?
Il 7 ottobre 2026, nella sessione live di «Contemporary Curated» di Sotheby’s a New York.
Quanto ha realizzato la collezione di Stern?
8,7 milioni di dollari, superando la stima alta di 5,5 milioni, con il 90% dei lotti venduti.
Qual è stato il lotto più alto?
Un dipinto serigrafico di Andy Warhol della serie «Flowers» (1964), stimato 2,5-3,5 milioni di dollari e aggiudicato per 6,34 milioni, il 153% in più della stima minima.
Chi era Robert A.M. Stern?
Un architetto newyorkese, fondatore dello studio Robert A.M. Stern Architects nel 1977 e preside della Yale School of Architecture dal 1998 al 2016, morto il 27 novembre 2025 a 86 anni.
Che cos’altro comprendeva la sua collezione?
Fra gli altri lotti: «Sunrise» (1965) di Roy Lichtenstein, un’opera senza titolo di John Chamberlain e «Light Neutral Curved Area» di Robert Mangold, opere di Minimalismo, Post-Minimalismo e Pop Art acquistate fra gli anni Sessanta e Settanta.
Quanto ha totalizzato l’intera sessione «Contemporary Curated»?
38,62 milioni di dollari, il totale più alto mai raggiunto da questa serie di vendite di Sotheby’s, con 125 lotti venduti sui 157 annunciati.

