Torna il 23 ottobre al Castello di Grinzane Cavour la sesta Barolo en primeur: 14 barrique di Vigna Gustava e, per la prima volta, 31 bottiglie storiche.
Il 23 ottobre 2026 torna al Castello di Grinzane Cavour Barolo en primeur, l’asta internazionale promossa dalla Fondazione CRC e dalla Fondazione CRC Donare ETS insieme al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.
Il cuore dell’edizione è Vigna Gustava, il vigneto ai piedi del castello, da cui arrivano 14 barrique di Barolo 2025. La novità è un’altra: per la prima volta entrano in catalogo 31 bottiglie storiche, con annate che risalgono fino al 1996.
Conta perché il Barolo è uno dei vini italiani che si collezionano. Le bottiglie storiche sono la parte di catalogo che in cinque edizioni non c’era mai stata, e per la prima volta arrivano sul mercato tutte insieme, in un solo pomeriggio.
Come funziona l’asta del 23 ottobre
La vendita si tiene al Castello di Grinzane Cavour e la batte Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia, in diretta con Londra e New York. I collegamenti con Christie’s e le due sedi estere fanno parte della formula dell’iniziativa dal 2023.
Il catalogo 2026 porta all’asta 681 bottiglie, tra cui 112 magnum e 28 doppi magnum: sono le bottiglie che i collezionisti si troveranno davanti il 23 ottobre, dal vivo e in collegamento.
Barolo en primeur è un’asta di beneficenza: in cinque edizioni ha raccolto oltre 4,5 milioni di euro, destinati a quasi cento progetti sociali, sanitari, educativi e culturali, in Italia e nel mondo.
Il ricavato va a iniziative scelte dalla Fondazione e, in parte, dagli stessi aggiudicatari.
Nel 2026 tre dei sette lotti comunali finanziano i lavori di ristrutturazione dei locali della Scuola Enologica di Alba, la scuola legata all’iniziativa fin dalla prima edizione; gli altri quattro lotti sono liberi, e li indirizzano la Fondazione o chi se li aggiudica.
Un’ultima tappa resta fuori dal castello: la quindicesima barrique, la sola che non si batte il 23 ottobre, sarà venduta l’8 novembre 2026 durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, con un collegamento da Grinzane Cavour a Hong Kong.
Le 14 barrique di Vigna Gustava 2025
Vigna Gustava è il vigneto ai piedi del castello, proprietà della Fondazione CRC dal 2019: la vigna è sua, mentre il Consorzio cura i lotti comunali e il vino.
Ogni barrique darà origine a 270 bottiglie, dopo i 38 mesi minimi di invecchiamento previsti dal disciplinare. Le bottiglie non esistono ancora: chi si aggiudica una barrique le riceve quando il Barolo è pronto, e ognuna porterà un tag NFC che certifica origine, tracciabilità e integrità.
L’etichetta dell’edizione 2026 è firmata dall’artista venezuelana Sol Calero, con l’opera «Paisaje de vino», un paesaggio notturno di colline e filari.
Le 31 bottiglie storiche, la novità del 2026
Sono la parte nuova dell’edizione: 31 pezzi con annate che risalgono fino al 1996, fra cui le annate 2010 e 2016, una verticale di Cannubi dal 2009 al 2011 e una bottiglia da cinque litri di Bussia 2012.
Non arrivano da una cantina sola: le 31 bottiglie fanno parte dei sette lotti comunali, composti con le donazioni di 39 cantine aderenti al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.
Fra le annate c’è una verticale di Cannubi, cioè una serie di annate dello stesso vigneto messe in fila dalla più vecchia alla più recente: è il modo in cui chi colleziona il Barolo segue come un vino cambia anno dopo anno.
Il record del 2025 e il tonneau da 360.000 euro
La raccolta è cresciuta ogni anno: 666.000 euro nel 2021, 834.000 nel 2022, 877.000 nel 2023, 1.027.000 nel 2024 e 1.130.300 nel 2025, il risultato più alto nella storia dell’iniziativa.
Il dato che dice quanto possono valere questi lotti è dell’edizione scorsa: uno speciale tonneau da 400 litri di Barolo Vigna Gustava è stato aggiudicato per 360.000 euro. Il tonneau è la botte grande in cui il vino affina prima dell’imbottigliamento.
Resta un’asta di beneficenza: i prezzi pagati dicono della generosità di chi partecipa almeno quanto del valore del vino, e non sono quotazioni.
Cosa guardare il 23 ottobre
Nessuno dei lotti è stato battuto e sul 2026 non sono state pubblicate stime: c’è il tonneau da 400 litri aggiudicato a 360.000 euro nel 2025, e il risultato del 23 ottobre.
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Il Barolo non si beve solo: certe bottiglie si collezionano
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Domande frequenti su Barolo en primeur 2026
Quando e dove si tiene Barolo en primeur 2026?
Venerdì 23 ottobre 2026, al Castello di Grinzane Cavour. È la sesta edizione dell’asta, promossa dalla Fondazione CRC e dalla Fondazione CRC Donare ETS insieme al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, e la batte Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia, in diretta con Londra e New York.
Cosa si vende all’asta del 23 ottobre?
Quattordici barrique di Barolo Vigna Gustava 2025 e, per la prima volta, 31 bottiglie storiche. In tutto l’edizione 2026 porta in catalogo 681 bottiglie, tra cui 112 magnum e 28 doppi magnum.
Quali annate hanno le 31 bottiglie storiche?
Risalgono fino al 1996. Fra queste ci sono le annate 2010 e 2016, una verticale di Cannubi dal 2009 al 2011 e una bottiglia da cinque litri di Bussia 2012. Fanno parte dei sette lotti comunali, composti con le donazioni di 39 cantine aderenti al Consorzio.
Quanto ha raccolto l’asta nelle edizioni precedenti?
Oltre 4,5 milioni di euro in cinque edizioni, destinati a quasi cento progetti sociali, sanitari, educativi e culturali in Italia e nel mondo. La raccolta è cresciuta ogni anno, da 666.000 euro nel 2021 a 1.130.300 euro nel 2025, il risultato più alto nella storia dell’iniziativa.
Quanto valgono le barrique che vanno all’asta?
Non esistono stime pubblicate per i lotti del 2026. Il riferimento è il risultato dell’edizione 2025, quando uno speciale tonneau da 400 litri di Barolo Vigna Gustava è stato aggiudicato per 360.000 euro: è un’asta di beneficenza, e i prezzi pagati dicono della generosità di chi partecipa almeno quanto del valore del vino.

