Glenmorangie 50 Years Old è il whisky più vecchio mai imbottigliato dalla distilleria: 149 bottiglie dall'ultimo orzo maltato in casa, chiuso dal 1977.
Glenmorangie ha messo in commercio il whisky più vecchio della sua storia: 149 bottiglie numerate di Glenmorangie 50 Years Old, distillate a metà degli anni Settanta e arrivate sul mercato a fine settembre 2026 dopo mezzo secolo di maturazione. La ragione per cui questa edizione non avrà mai un seguito identico non sta tanto nell’età, quanto nella materia prima: l’ultima partita d’orzo maltata direttamente nei pavimenti di germinazione della distilleria, un impianto che Glenmorangie ha chiuso nel 1977 per passare all’approvvigionamento da maltifici esterni.
Un orzo che la distilleria non produce più da quasi cinquant’anni
Il floor malting è il metodo più antico per trasformare l’orzo in malto: i chicchi vengono bagnati e poi stesi su un pavimento di pietra o cemento, dove germinano per alcuni giorni mentre vengono rivoltati a mano, prima di essere essiccati. È un processo lento e ad alta intensità di manodopera, che la maggior parte delle distillerie scozzesi ha abbandonato nel corso del Novecento a favore di maltifici industriali centralizzati; Glenmorangie ha chiuso i propri pavimenti di maltazione nel 1977. L’orzo usato per il 50 Years Old proviene proprio dalle ultime partite maltate lì prima della chiusura: una volta esaurite le 149 bottiglie, non esiste modo di produrne altre con lo stesso ingrediente di partenza, perché quell’impianto non esiste più.
Il distillato è maturato in botti bourbon hogshead e in botti sherry oloroso di primo riempimento. Nel 1999 il master distiller Dr Bill Lumsden MBE, entrato in Glenmorangie nel 1995, lo ha selezionato e assemblato, seguendone personalmente l’ultimo tratto di invecchiamento fino all’imbottigliamento, a gradazione originale (cask strength), non filtrato a freddo, 45,7% di alcol in volume. Lumsden ha dichiarato di non aver inseguito un traguardo d’età preciso: “Numbers don’t really matter to me. It’s about how it tastes” (“I numeri non mi interessano davvero: conta come sa”), riferendosi al fatto che la decisione di imbottigliare è arrivata quando il liquido gli è sembrato pronto, non quando ha raggiunto una cifra tonda. Al naso l’etichetta ufficiale descrive note di arancia candita, cardamomo, uvetta e noce moscata, con richiami di cuoio e toffee; in bocca compaiono pepe, tè Assam stufato, catrame di betulla, chiodi di garofano e tannini di quercia, con un finale lungo su liquirizia ed eucalipto — un profilo che riflette tanto la doppia maturazione quanto il mezzo secolo passato in botte.
Centocinquanta bottiglie, ognuna in un astuccio diverso
Ogni bottiglia è accompagnata da un astuccio di porcellana fatto a mano, frutto di una collaborazione triennale con i ceramisti americani Peter e Laurie Pincus, marito e moglie, che hanno messo a punto una palette di 50 pigmenti per decorare ciascuno dei 149 pezzi con un motivo diverso. L’insieme è presentato da Glenmorangie come un’installazione d’arte collettiva, intitolata Together in Spirit: un dettaglio che sposta parte dell’attenzione dal contenuto al contenitore, qualcosa di insolito per un whisky che punta soprattutto sulla rarità del liquido. Lumsden ha commentato così la collaborazione: “Together we have created an unrepeatable work of art — and I’d say it’s been worth the wait” (“Insieme abbiamo creato un’opera irripetibile, e direi che è valsa l’attesa”).
Il prezzo di lancio è 25.800 sterline a bottiglia: la distribuzione passa dal team private client di Moët Hennessy, dal centro visitatori della distilleria a Tain e da una selezione di rivenditori, coerente con un brand che fa parte del gruppo LVMH dal 2004. Per chi segue le uscite limitate delle grandi distillerie scozzesi, i punti da tenere d’occhio sono due: la tracciabilità precisa della provenienza del lotto (il collegamento diretto e documentato con i maltifici dismessi nel 1977, che qui fa parte della storia ufficiale del prodotto, non di una ricostruzione successiva) e la numerazione individuale delle 149 bottiglie, che in un’edizione di queste dimensioni diventa un elemento distintivo quanto il contenuto stesso.
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Difficilmente si saprà quante delle 149 bottiglie di Glenmorangie 50 Years Old finiranno davvero stappate, piuttosto che conservate chiuse accanto al loro astuccio di porcellana.
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Domande frequenti su Glenmorangie 50 Years Old
Perché Glenmorangie 50 Years Old non potrà avere un vero seguito?
Perché usa le ultime partite di orzo maltate nei pavimenti di germinazione della distilleria, un impianto che Glenmorangie ha chiuso nel 1977: quell'ingrediente non si può più riprodurre.
Quante bottiglie sono state prodotte e quanto costano?
149 bottiglie numerate, al prezzo di lancio di 25.800 sterline ciascuna.
Come è stato maturato il whisky?
In botti bourbon hogshead e botti sherry oloroso di primo riempimento, selezionato e assemblato nel 1999 dal master distiller Dr Bill Lumsden, che ne ha seguito l'ultimo tratto di invecchiamento fino all'imbottigliamento a gradazione originale.
Cosa rende particolare la confezione?
Ogni bottiglia è accompagnata da un astuccio di porcellana fatto a mano, disegnato con una palette di 50 pigmenti sviluppata in tre anni dai ceramisti Peter e Laurie Pincus: l'insieme è presentato come un'installazione d'arte collettiva.
Quando è stato annunciato Glenmorangie 50 Years Old?
A fine settembre 2026, come whisky più vecchio mai imbottigliato nella storia della distilleria.
Chi distribuisce questa edizione?
Il team private client di Moët Hennessy, il centro visitatori della distilleria a Tain e una selezione di rivenditori.

